Due uomini, di 26 e 52 anni, entrambi residenti in provincia di Pescara, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari perché indagati per furto aggravato in concorso e indebito utilizzo di strumenti di pagamento elettronici. Il provvedimento cautelare è stato eseguito il 23 ottobre dai militari della Stazione dei Carabinieri di Miglianico, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Chieti, su richiesta della Procura della Repubblica.
La vicenda risale al 21 giugno 2026, quando una coppia residente in provincia di Chieti ha denunciato ai Carabinieri di Miglianico il furto di una borsa dalla propria autovettura, lasciata in sosta nel parcheggio di un ristorante durante un ricevimento. Secondo quanto ricostruito, i malviventi avrebbero forzato un deflettore del veicolo, riuscendo così a impossessarsi della borsa contenente effetti personali e carte Postepay. Queste ultime sarebbero state successivamente utilizzate indebitamente per effettuare diversi prelievi agli sportelli bancomat e acquisti, per un importo complessivo superiore a 1.500 euro.
Per risalire ai presunti responsabili, i Carabinieri hanno acquisito e analizzato le registrazioni dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti sia nell’area in cui era avvenuto il furto sia nei luoghi in cui erano state effettuate le transazioni contestate. Gli accertamenti si sono concentrati sull’identificazione delle persone riprese dalle telecamere. Attraverso la comparazione dei fotogrammi estratti con i cartellini segnaletici presenti nelle banche dati delle Forze dell’Ordine, i militari sono riusciti a risalire all’identità dei due indagati, già noti per precedenti specifici relativi a reati contro il patrimonio.
Alla luce degli elementi raccolti nel corso delle indagini preliminari, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Chieti ha accolto la richiesta di applicazione della misura cautelare avanzata dalla Procura. Nel motivare il provvedimento, il giudice ha ravvisato un pericolo concreto e attuale che i due indagati possano commettere reati della stessa natura di quelli contestati. È stata inoltre evidenziata una particolare inclinazione alla commissione di reati contro il patrimonio e l’esistenza di un modus operandi ritenuto non occasionale, ma indicativo, secondo la valutazione giudiziaria, di una stabile disponibilità a delinquere per conseguire un immediato profitto economico.
I due uomini sono stati quindi sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni, con il divieto di comunicare, anche a distanza, con persone diverse da quelle conviventi.
Si precisa che gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a un definitivo accertamento della colpevolezza con sentenza irrevocabile, nel rispetto dei diritti riconosciuti dalla legge e in considerazione dell’attuale fase del procedimento, ancora nella fase delle indagini preliminari.
