Favorire il dialogo tra il mondo penitenziario e la società, sostenendo le esperienze che lavorano per il reinserimento delle persone detenute. È questo il messaggio al centro della visita della Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale, Monia Scalera, all’associazione “Voci di dentro”, realtà teatina impegnata da quasi vent’anni nel settore penitenziario.
Nel corso dell’incontro, Scalera ha conosciuto da vicino le attività dell’associazione e ha incontrato il fondatore e presidente Francesco Lo Piccolo. “Voci di dentro” opera per dare voce alle persone detenute, anche attraverso una rivista realizzata da chi vive direttamente l’esperienza carceraria, e promuove iniziative di formazione, orientamento, inclusione e accompagnamento al reinserimento sociale e lavorativo.
Tra le attività più recenti figura il progetto RESTART, selezionato dal Fondo per la Repubblica Digitale tra i 26 progetti finanziati a livello nazionale su oltre 500 candidature. L’iniziativa dispone di un finanziamento di 211mila euro e punta a coinvolgere 114 persone detenute, offrendo loro nuove competenze e strumenti utili per costruire prospettive professionali.
Scalera ha sottolineato il valore del lavoro svolto dalle associazioni che operano negli istituti penitenziari, evidenziando come queste esperienze contribuiscano a mantenere aperto il collegamento tra il carcere e il territorio. Un’attività che, secondo la Garante, merita maggiore attenzione pubblica e riconoscimento.
Al termine della visita, Monia Scalera ha rivolto un ringraziamento a Francesco Lo Piccolo, ai volontari e ai collaboratori dell’associazione, ribadendo l’importanza di creare condizioni concrete per il reinserimento. Un percorso che non può esaurirsi all’interno degli istituti penitenziari, ma richiede anche una comunità capace di accogliere, offrire opportunità e accompagnare le persone verso una nuova fase della propria vita.
