I canoni consortili non costituiscono una nuova imposizione, ma rappresentano uno strumento contributivo già previsto dall’ordinamento e recentemente aggiornato nella disciplina e nelle modalità di applicazione. A chiarirlo è ARAP, l’Agenzia regionale per le attività produttive, che interviene nel dibattito sulle contribuzioni richieste alle imprese insediate nelle aree industriali abruzzesi attraverso un comunicato stampa a firma congiunta del direttore generale, avvocato Antonio Morgante, e del commissario straordinario, avvocato Mario Battaglia.
Nel documento l’Agenzia affronta le osservazioni sollevate sui canoni consortili, con particolare riferimento alla situazione dei piccoli nuclei industriali, alla proporzionalità degli importi e alle possibili sovrapposizioni tra i costi dei diversi servizi. Questioni che, viene precisato, sono già al centro di un confronto avviato con le amministrazioni comunali e le imprese.
ARAP ricorda che il canone consortile trova fondamento in disposizioni normative già esistenti, tra cui l’articolo 11, comma 2, del decreto legge 244/1995, convertito nella legge 341/1995. La legge regionale 25/2025 ha successivamente ridefinito il quadro normativo e organizzativo, mentre il regolamento approvato il 9 luglio 2026 ha aggiornato i criteri di determinazione e le modalità di riscossione.
La riforma, spiegano Morgante e Battaglia, punta a garantire maggiore trasparenza, correttezza ed equità nella ripartizione dei costi. In quest’ottica è in corso un aggiornamento delle posizioni immobiliari, realizzato anche attraverso la collaborazione con l’Agenzia del Territorio e l’utilizzo dei dati catastali. Le verifiche riguardano superfici, titolarità degli immobili ed eventuali incongruenze, con l’obiettivo di individuare anche le posizioni non correttamente assoggettate al contributo e assicurare parità di trattamento.
Il criterio millesimale resta alla base del calcolo del canone ordinario, determinato in funzione della superficie fondiaria e della tariffa specifica prevista per ciascun agglomerato industriale. Gli importi minimi per fasce sono invece finalizzati a garantire la partecipazione ai costi comuni, nel rispetto dei principi di proporzionalità e gradualità.
Nel comunicato viene inoltre evidenziato come la disciplina dei canoni si inserisca in un programma più ampio di manutenzione e ammodernamento delle infrastrutture produttive regionali. Il Piano generale delle manutenzioni 2026 individua un fabbisogno annuo di circa 4,75 milioni di euro per assicurare la gestione e la funzionalità delle infrastrutture comuni.
A queste risorse si aggiungono 30 milioni di euro di finanziamenti FSC, destinati alla riqualificazione della viabilità, alla sicurezza e all’ammodernamento delle infrastrutture e degli impianti idrici dei nuclei industriali abruzzesi.
La programmazione comprende anche i progetti di ARAP Energia, orientati allo sviluppo delle fonti rinnovabili e al miglioramento dell’efficienza energetica, oltre al riordino dei servizi idrici, fognari e depurativi, con interventi finalizzati alla modernizzazione degli impianti, all’ottimizzazione della gestione e alla sostenibilità economica.
Un ulteriore passaggio riguarda i Servizi di Interesse Economico Generale (SIEG), il cui rafforzamento è stato approvato all’unanimità dal Consiglio regionale. Secondo quanto illustrato da ARAP, questa disciplina consentirà di integrare la contribuzione consortile con risorse pubbliche destinate alla gestione e al miglioramento delle infrastrutture produttive.
Il processo di riorganizzazione interessa anche il subentro di ARAP nelle funzioni dell’ex Consorzio per lo Sviluppo Industriale dell’area Chieti-Pescara, coinvolto in una complessa situazione gestionale e finanziaria e nella liquidazione coatta amministrativa disposta nel 2026. L’obiettivo è garantire continuità gestionale, coordinamento territoriale e una progressiva omogeneizzazione dei servizi.
Un capitolo specifico è dedicato ai piccoli nuclei industriali, dove restano aperte questioni legate alla titolarità delle infrastrutture, alle competenze manutentive e ai rapporti con le amministrazioni comunali. ARAP riferisce di aver già avviato incontri con sindaci e contribuenti per esaminare le singole situazioni e individuare soluzioni condivise, anche in relazione alla corretta applicazione dei canoni.
Sul fronte delle possibili duplicazioni dei costi, l’Agenzia precisa che il regolamento esclude che le medesime componenti di spesa vengano finanziate contemporaneamente attraverso il canone consortile e specifiche tariffe o corrispettivi. Eventuali sovrapposizioni saranno comunque sottoposte alle necessarie verifiche e rettifiche.
Infine, la prima fase di applicazione del nuovo sistema sarà accompagnata da un’attività di ascolto e verifica delle posizioni contributive. Le osservazioni delle imprese, sottolineano i vertici di ARAP, potranno contribuire a correggere eventuali inesattezze e a migliorare progressivamente le modalità applicative. La deliberazione commissariale 264/2026 prevede inoltre la possibilità di rimodulare tariffe e importi minimi qualora emergano elementi oggettivi che lo rendano necessario.
Nel documento Morgante e Battaglia ribadiscono quindi la finalità complessiva del percorso: costruire un sistema contributivo trasparente, equo e sostenibile, collegato alla qualità dei servizi e alla programmazione degli investimenti. Il confronto con imprese e amministrazioni locali proseguirà parallelamente agli interventi per rafforzare le infrastrutture e la competitività delle aree produttive abruzzesi.
