L’Abruzzo saluta le reliquie di San Camillo de Lellis

Dopo 18 mesi nella terra natale del Santo, domenica 1° novembre la partenza da Bucchianico verso la chiesa di Santa Maria Maddalena. Un percorso che ha coinvolto migliaia di fedeli, parrocchie, ospedali e comunità dell'intera regione.

Si conclude domenica 1° novembre il lungo viaggio delle reliquie di San Camillo de Lellis in Abruzzo. Dopo 18 mesi nella sua terra d’origine, il corpo del fondatore dell’Ordine dei Ministri degli Infermi lascerà Bucchianico per fare ritorno a Roma, nella chiesa di Santa Maria Maddalena in Campo Marzio, sede della Curia generale dei Camilliani.

Un’esperienza intensa, che ha riportato al centro della vita religiosa regionale la figura di uno dei suoi figli più illustri. Nato a Bucchianico il 25 maggio 1550, San Camillo era tornato nella sua città natale il 25 aprile 2025, accolto a Chieti dall’arcivescovo Bruno Forte nella Cattedrale di San Giustino. Da quel momento, migliaia di pellegrini hanno raggiunto il Santuario per rendere omaggio al Santo e affidare alla sua intercessione preghiere e speranze.

La permanenza delle reliquie ha rappresentato anche un’occasione per riscoprire il messaggio di carità e assistenza ai malati che caratterizza la spiritualità camilliana. «È stata l’occasione affinché la regione Abruzzo e le chiese locali potessero riscoprire lo straordinario messaggio di carità di uno dei suoi figli più illustri e Patrono della nostra Regione», ha sottolineato padre Germano Santone, rettore del Santuario di San Camillo.

Nel corso dei mesi, la peregrinatio ha interessato numerose località abruzzesi, seguendo i luoghi legati alla vita del Santo e alla presenza dell’Ordine Camilliano. Tra le tappe, Tagliacozzo, dove Camillo soggiornò per alcuni mesi nel 1579, gli ospedali di Chieti e Pescara, le parrocchie del Santissimo Crocifisso e dei Santi XII Apostoli a Chieti e quella del Cuore Immacolato di Maria a Pescara. Coinvolti anche il Seminario regionale di Chieti, con numerose scuole cittadine, il Santuario del Volto Santo di Manoppello e Villamagna, paese natale del venerabile camilliano Nicola D’Onofrio.

Il percorso di avvicinamento alla partenza ha trovato nel mese di ottobre un momento particolarmente significativo, con un calendario di iniziative religiose e culturali organizzate dal Santuario.

Tra queste, il pellegrinaggio degli operatori dell’UNITALSI diocesana insieme agli ammalati, ai quali San Camillo riservava un’attenzione speciale, definendoli «cuore e pupilla di Dio». Un’attenzione che si è tradotta anche in momenti di approfondimento sui temi della medicina e della dignità della persona, con un convegno rivolto a medici e professionisti sanitari sulla morte medicalmente assistita e sull’umanizzazione della cura.

Il programma ha previsto inoltre le catechesi di padre Guglielmo Spirito, ofm conv, dedicate all’amicizia spirituale tra San Francesco e San Camillo. Un rapporto che, come evidenziato dal religioso, dimostra come la fede e la condivisione di un carisma possano superare le distanze temporali, culturali e personali.

La fase conclusiva delle celebrazioni inizierà sabato 31 ottobre alle ore 21 con una veglia di preghiera e la Santa Messa presieduta dal rettore del Santuario. Seguirà l’adorazione eucaristica notturna, che accompagnerà i fedeli fino alla mattina successiva.

Domenica 1° novembre, alle ore 9.30, sarà padre Pedro Tramontin, Superiore generale dei Camilliani, a presiedere la celebrazione eucaristica. Al termine, la teca con le reliquie partirà per Roma.

Nella Capitale, il Santo farà ritorno nella chiesa di Santa Maria Maddalena, luogo particolarmente legato alla sua vicenda umana e religiosa. Qui Camillo visse alla fine del Cinquecento, in una posizione che gli consentiva di raggiungere rapidamente gli ospedali Santo Spirito in Sassia e San Giacomo degli Incurabili, dove prestava servizio ai malati insieme ai suoi compagni.

Un luogo che conserva anche un forte legame con la comunità abruzzese di Roma. La piazza antistante la chiesa era infatti un punto di ritrovo per gli abruzzesi presenti nella Capitale. Una tradizione che continua ancora oggi attraverso il sodalizio degli abruzzesi, che ha sede proprio in quel luogo.

Nei giorni successivi al rientro, le reliquie saranno accolte anche da diverse comunità camilliane romane. Tra gli appuntamenti più attesi, la visita all’antica corsia Sistina dell’ospedale Santo Spirito, luogo simbolo della nascita dell’Ordine Camilliano e dove San Camillo e i suoi primi compagni prestarono assistenza per oltre quarant’anni.

Per Bucchianico e per l’Abruzzo si chiude così una parentesi di particolare significato spirituale e religioso. Diciotto mesi di incontri, pellegrinaggi e testimonianze di fede che hanno permesso a migliaia di persone di riavvicinarsi alla figura di San Camillo e al suo insegnamento: mettere al centro la persona sofferente, riconoscendo nella cura e nella carità verso i malati una missione di vita.

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