Dal prossimo 30 novembre Palena potrebbe rimanere senza medico di medicina generale. Il pensionamento per limiti d’età del dottor Franco Martini, attualmente unico medico di base in servizio nel comune montano, rischia infatti di lasciare centinaia di residenti senza un riferimento per l’assistenza sanitaria primaria. Secondo quanto denunciato dall’Amministrazione comunale, la Asl 02 Lanciano-Vasto-Chieti non avrebbe ancora predisposto una soluzione per garantire la continuità del servizio.
Una situazione che ha spinto il Comune e la cittadinanza ad avviare una mobilitazione. È stato costituito un comitato cittadino ed è partita una raccolta firme per sollecitare le istituzioni e chiedere il mantenimento di un servizio ritenuto essenziale, soprattutto per una popolazione composta in larga parte da anziani e persone fragili.
La possibile perdita del medico di base si aggiunge a una progressiva riduzione dei servizi sanitari sul territorio. Negli anni, infatti, Palena ha già perso la Guardia medica, il presidio 118 e l’ambulanza. Una condizione che, secondo quanto evidenziato dal Comune, costringe oggi i residenti a percorrere anche 40-50 chilometri, su strade montane tortuose, con tempi di percorrenza che possono arrivare complessivamente a circa un’ora, anche per ottenere una semplice prescrizione.
Il sindaco Maria Antonietta Verna parla di un ulteriore «atto di smantellamento del diritto alla salute» e annuncia iniziative per contrastare quella che considera una situazione non più sostenibile per la comunità.
«Faremo tutto il necessario per garantire alla comunità il diritto alla salute sancito dalla Costituzione. Siamo stanchi di subire tagli e di assistere a logiche di bilancio sulla sanità pubblica. Abbiamo gli stessi diritti di chi vive nelle grandi città», dichiara la prima cittadina.
Verna ha già presentato un esposto ufficiale, concedendo alla Asl e alla Regione Abruzzo dieci giorni di tempo per intervenire e ripristinare il servizio di medicina generale. In assenza di risposte concrete, l’Amministrazione si riserva di intraprendere formali azioni legali.
La mobilitazione, intanto, prosegue con il coinvolgimento della comunità e la raccolta delle firme. I cittadini, insieme all’Amministrazione comunale, chiedono che venga garantita la presenza di un medico di base e si dicono pronti a ulteriori iniziative, anche eclatanti, per difendere il diritto alla salute ed evitare che il territorio montano venga ulteriormente privato di servizi essenziali.
