Frana di Chieti, passa l’ordinanza n. 4. FdI rivendica il risultato, Legnini: «Accolte le nostre proposte». Resta aperta la partita delle risorse

Scontro e convergenze politiche sulla gestione dell'emergenza di Santa Maria. Di Biase ed Esposito parlano di «battaglia di buon senso» e chiedono un'assemblea pubblica. Il sindaco rivendica il lavoro dell'amministrazione e sollecita nuovi fondi e il contributo al 100%.

L’approvazione dell’Ordinanza n. 4 sulla frana di Santa Maria diventa anche un terreno di confronto politico tra maggioranza e opposizione. Da una parte Fratelli d’Italia, che rivendica il risultato dello stop alla delocalizzazione automatica per gli immobili agibili; dall’altra il sindaco, che sottolinea come il provvedimento recepisca le proposte avanzate dall’amministrazione comunale a tutela delle famiglie. Due letture dello stesso risultato, mentre restano sul tavolo le questioni dei finanziamenti e dei tempi della ricostruzione.

La decisione è arrivata venerdì 30 ottobre, durante la Cabina di coordinamento riunita a Pescara sotto la presidenza del commissario straordinario Marco Marsilio, con la partecipazione dei sindaci di Chieti e Bucchianico.

A rivendicare il risultato sono Carla Di Biase, Giuseppe Giampietro e Manuela Esposito, consiglieri comunali e dirigenti di Fratelli d’Italia Chieti. «Con l’Ordinanza n. 4 si chiude l’incubo della delocalizzazione obbligatoria per le famiglie di Santa Maria che hanno la casa agibile», dichiarano, definendo il provvedimento una «battaglia di buon senso».

Il punto centrale è la possibilità di valutare ogni edificio della zona rossa singolarmente, attraverso una Conferenza di servizi con il coinvolgimento dell’Autorità di Bacino e nel rispetto del Piano di assetto idrogeologico (PAI). Nessun automatismo, dunque: per ciascun immobile dovranno essere accertate le condizioni di sicurezza e la possibilità di procedere con interventi di consolidamento e ricostruzione, distinguendo i casi in cui la delocalizzazione risulterà invece necessaria.

I rappresentanti di Fratelli d’Italia mettono l’accento anche sull’impegno assunto per superare l’attuale copertura dell’80% dei danni e arrivare al ristoro integrale del fabbisogno per le riparazioni. Una norma, secondo quanto riferito dai due esponenti, dovrebbe essere inserita entro la fine dell’anno in un provvedimento legislativo.

Sul fronte delle risorse, l’ordinanza prevede un’anticipazione di cassa di 2.105.312 euro: circa 1,4 milioni destinati alla messa in sicurezza del versante nord e alle demolizioni degli immobili privati a rischio vicino alle strade; 420mila euro per completare la demolizione delle palazzine A e B del condominio Miraville; 285.312 euro per potenziare il personale del Comune di Chieti.

Prevista anche la possibilità di affidare i lavori direttamente sulla base del progetto di fattibilità tecnico-economica (PFTE), con l’obiettivo di accelerare le procedure.

Per le imprese sono indicate misure di sostegno che comprendono il rimborso degli affitti fino a 100 euro al metro quadrato al mese oppure un contributo una tantum di 350 euro, il riconoscimento dell’80% delle spese per i macchinari e del 60% per le scorte, oltre alle spese di trasloco e a un anticipo del 50%. Le domande dovranno essere presentate entro il 31 dicembre 2026 all’Ufficio speciale per la ricostruzione, corredate da perizia asseverata.

La richiesta politica di FdI guarda ora al rapporto con i residenti. Di Biase, Giampietro ed Esposito chiedono al sindaco di convocare un’assemblea pubblica nel quartiere, dopo il controllo della Corte dei Conti e la pubblicazione dell’ordinanza. «La gente ha diritto di sapere, edificio per edificio, cosa prevede l’Ordinanza n. 4 e cosa deve fare. La partecipazione non è un optional, è il rispetto dovuto a una comunità che da mesi vive nell’incertezza», affermano, assicurando la presenza del partito all’incontro.

Sul fronte dell’amministrazione comunale, il sindaco rivendica il contributo dato alla definizione del provvedimento e il recepimento delle richieste avanzate per tutelare i cittadini.

«Esprimo soddisfazione per l’esito della Cabina di coordinamento di oggi, nel corso della quale ho espresso l’intesa sull’ordinanza n. 4, poiché le nostre proposte espresse nell’interesse delle famiglie coinvolte sono state sostanzialmente accolte», dichiara il primo cittadino.

Il sindaco pone l’accento soprattutto sulla distinzione tra gli immobili per i quali gli accertamenti tecnici determineranno la necessità di delocalizzare e quelli che potranno essere messi in sicurezza e ricostruiti. Un passaggio che, secondo il primo cittadino, dovrà essere accompagnato da una disciplina specifica, richiesta durante la riunione.

Ma il Comune non considera conclusa la partita. Ferrara definisce lo sblocco delle prime risorse un punto di partenza e sollecita ulteriori finanziamenti a valere sui fondi già stanziati, annunciando l’invio dell’elenco degli interventi più urgenti inseriti nel Piano proposto dall’amministrazione.

Al centro delle richieste resta soprattutto il passaggio dal contributo all’80% alla copertura del 100% dei costi di riparazione e ricostruzione. Il sindaco richiama gli impegni assunti dal ministro Musumeci e dal commissario Marsilio, sottolineando la necessità di superare quella che considera una disparità di trattamento rispetto ai cittadini di altri territori interessati da eventi sismici e dissesti idrogeologici.

L’amministrazione attende inoltre l’approvazione del Piano complessivo degli interventi e nuovi stanziamenti, ritenuti urgenti per consentire al Comune di avviare le opere necessarie dopo oltre 14 mesi dalla conclusione dello stato di emergenza.

L’intesa sull’Ordinanza n. 4 segna quindi un passaggio importante, ma apre anche una nuova fase di confronto politico e istituzionale. FdI rivendica il risultato e chiede maggiore trasparenza attraverso un’assemblea pubblica; il sindaco sottolinea il ruolo svolto dall’amministrazione e rilancia la necessità di ulteriori risorse. Per i cittadini di Santa Maria, al di là delle rivendicazioni politiche, la vera partita si giocherà ora sull’applicazione concreta delle nuove disposizioni, sulla sorte dei singoli edifici e sulla disponibilità dei finanziamenti necessari per tornare alla normalità.

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