Aggressione al sindaco di Vasto Francesco Menna, la solidarietà di Prospero: «La violenza non può essere uno strumento per ottenere risposte»

Il consigliere regionale e presidente dell’Osservatorio regionale della Legalità condanna l’episodio avvenuto davanti al municipio: «Nessuna contrapposizione politica può giustificare il mancato rispetto della persona».

Solidarietà al sindaco di Vasto, Francesco Menna, dopo l’aggressione e le minacce subite davanti al municipio. A esprimerla è Francesco Prospero, consigliere regionale e presidente dell’Osservatorio regionale della Legalità, che condanna con fermezza l’accaduto e richiama il valore del rispetto delle istituzioni e del confronto democratico.

«L’aggressione e le minacce subite da Francesco Menna davanti al municipio di Vasto sono un fatto di estrema gravità», afferma Prospero, sottolineando che «nessuna contrapposizione politica può attenuare il rispetto dovuto alla persona».

Il consigliere regionale riconosce il diritto dei cittadini di rivolgersi alle istituzioni e di manifestare anche rabbia e insoddisfazione, ma evidenzia come il dissenso non possa mai sfociare in comportamenti violenti. «Chi si rivolge alle istituzioni ha il diritto di essere ascoltato. Non ha però il diritto di trasformare una richiesta in un atto di forza. La violenza non può diventare uno strumento per ottenere risposte», dichiara.

Prospero pone inoltre l’accento sul luogo in cui si è verificato l’episodio, proprio davanti alla sede comunale, definita un simbolo della rappresentanza democratica e del rapporto tra cittadini e istituzioni.

Nel suo intervento, il presidente dell’Osservatorio regionale della Legalità richiama anche le prime ricostruzioni relative all’uomo coinvolto, che avrebbe occupato abusivamente un immobile confiscato alla criminalità organizzata e attualmente di proprietà del Comune di Vasto. «Si tratta di un bene dal forte valore simbolico, restituito alla collettività, la cui tutela merita particolare attenzione», osserva.

Un ringraziamento viene infine rivolto a quanti sono intervenuti e ai Carabinieri per il loro operato.

«Difendere l’incolumità di un amministratore non significa necessariamente condividerne le scelte, ma tutelare le condizioni fondamentali affinché il confronto democratico possa svolgersi liberamente», conclude Prospero, ribadendo che si tratta di una responsabilità che riguarda tutti e che coinvolge l’intera comunità.

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