Erano accusate di riciclaggio ed evasione fiscale le sette persone condannate a tre anni di reclusione e 4.000 euro di multa ciascuna nel processo con il rito abbreviato che si è celebra dinanzi al gup del Tribunale di Chieti Maurizio Sacco. Secondo l’imputazione in qualità di titolari di ditte individuali, non avendo concorso nella truffa finalizzata al conseguimento del superbonus 110%, avrebbero acquistato il credito di imposta da un’altra ditta, credito poi alienato a Poste Italiane, incassando il corrispettivo. Sono state due le cessioni di credito effettuate, per un milione di euro complessivamente. Secondo l’accusa l’operazione era volta ad ostacolare la provenienza del provento di reato celandola sotto l’apparente liceità dell’acquisto del credito e della successiva cessione sotto la copertura della ditta individuale che gestiva e che è risultata del tutto inesistente e inoperante. Il pm Giampiero Di Florio aveva chiesto condanne comprese fra tre anni e 4.000 euro e 6 anni, 8 mesi e 10.000 euro di multa.
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