La corte di cassazione ha reso definitiva, ieri sera, la condanna a 18 anni di carcere nei confronti del nonno orco teatino accusato di aver violentato sessualmente tre nipoti, due femmine e un maschio, e costringendoli a subire abusi. L’imputato, 62 anni, nelle prossime ore sarà arrestato e finirà in cella, dovendo risarcire anche le vittime, assistite dagli avvocati Danila Solinas, Marco Femminella e Gabriella Torello.
Sulla vicenda hanno indagato i carabinieri della stazione di Chieti Principale, coordinati dal pm Marika Ponziani. La nipotina 11enne, una sera era rientrata a casa sconvolta dopo un pomeriggio trascorso con il nonno paterno. La ragazzina si era chiusa subito in camera sua mentre l’anziano si era allontanato rapidamente senza riferire nulla. Incalzata dalla madre, la ragazzina ha raccontato che il nonno, dopo averla fatta salire in macchina con il pretesto di accompagnarla a vedere i cuccioli di cane, l’aveva accompagnata in una zona buia isolata, e costretta, sotto minacce, a subire atti sessuali, esortandola a mantenere il segreto e minacciandola anche con l’uso di un coltellino di lasciarla al buio in aperta campagna, qualora non avesse acconsentito alle sue richieste. Dopo un mese, sono venute alla luce anche le attenzioni rivolte verso il terzo nipote, molestato nell’estate del 2023 insieme alle sue cugine a casa del nonno. In piena notte e in dormiveglia, il sessantaduenne è entrato e lo ha costretto a subire atti sessuali, dalla stessa vittima fermati aprendo gli occhi per far comprendere all’anziano di essersi svegliato.
Il ricorso presentato dall’imputato è stato respinto ieri dalla Suprema Corte, aprendo al sessantaduenne le porte del carcere.
