È stato pubblicato il bando per l’ammissione al Master in Piante officinali e Fitoterapia clinica, il nuovo percorso formativo promosso dall’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara in collaborazione con il Parco Nazionale della Maiella. Un’iniziativa che propone un approccio innovativo alla fitoterapia, mettendo al centro la pianta non soltanto come risorsa da utilizzare, ma come patrimonio da conoscere e valorizzare nelle sue dimensioni botaniche, culturali e territoriali.
Coordinato dal professor Claudio Ferrante, docente di Biologia farmaceutica presso il Dipartimento di Farmacia della “d’Annunzio”, il Master si propone di approfondire il valore culturale della medicina tradizionale e promuovere la conoscenza delle filiere botaniche presenti sul territorio. L’obiettivo è favorire un approccio sinergico alla salute, capace di integrare le competenze fitoterapiche con le risorse e le specificità locali.
Un ruolo significativo è affidato alla collaborazione con il Parco Nazionale della Maiella, che contribuisce a rafforzare la dimensione territoriale del progetto formativo. Il piano di studi, articolato in momenti di confronto e attività sperimentali sul campo, prevede infatti occasioni di interazione con il territorio e con le realtà produttive impegnate nella lavorazione delle piante locali. Una formula che mira a garantire un elevato standard qualitativo, mettendo in relazione la formazione accademica con le conoscenze, le competenze e le esperienze maturate nel contesto locale.
A illustrare la filosofia alla base del nuovo percorso è il coordinatore del Master, il professor Claudio Ferrante: “L’innovazione del Master – spiega il suo Coordinatore, Professor Claudio Ferrante – è nel mettere la pianta al centro del percorso formativo: non considerata soltanto in funzione del suo impiego fitoterapico. Della pianta vanno conosciute le peculiarità botaniche, la storia e il legame con il territorio. Vogliamo valorizzare il patrimonio culturale della medicina tradizionale – conclude il Professor Ferrante – e, insieme, le filiere botaniche locali, promuovendo una visione della salute integrata con il territorio”.
Il Master si inserisce così in una prospettiva che unisce ricerca, formazione e conoscenza del patrimonio botanico, con l’intento di rafforzare il legame tra competenze scientifiche, tradizioni e valorizzazione delle risorse locali.

