Il futuro dell’agricoltura nel Chietino passa anche dalla capacità delle imprese di assicurarsi un reddito adeguato e programmare la propria attività nel medio e lungo periodo. È il tema che CIA Agricoltori Italiani Chieti-Pescara ha deciso di sottoporre ai quattro candidati alle elezioni suppletive della Camera dei deputati, in calendario il 15 e 16 novembre nel collegio uninominale 01 – Chieti.
Con una lettera indirizzata a Mario Colantonio, Luciano D’Amico, Massimo Pasqualone e Danilo Ranieri, l’organizzazione ha messo nero su bianco le principali criticità del comparto, chiedendo ai candidati di assumere impegni precisi e verificabili anche dopo la consultazione elettorale.
L’iniziativa segue la mobilitazione nazionale «I conti non tornano», promossa il 21 ottobre a Montecitorio, e riporta al centro del dibattito una questione che riguarda direttamente la tenuta economica delle aziende agricole: la distanza tra i costi sostenuti dai produttori e il reddito effettivamente ricavato dal proprio lavoro.
Per CIA, infatti, gli interventi pubblici destinati a fronteggiare le emergenze restano necessari, ma non possono sostituire politiche strutturali. Gli aumenti del gasolio, dell’energia, dell’acqua e della manodopera, insieme alle difficoltà dei mercati e ai danni provocati dagli eventi climatici, rendono sempre più complessa la gestione delle aziende. Il nodo non è soltanto contenere una singola voce di spesa, ma garantire un margine economico sufficiente per investire e assicurare continuità produttiva.
Da qui la richiesta di rafforzare il potere contrattuale degli agricoltori e rendere più trasparenti i meccanismi di formazione dei prezzi lungo le filiere, con particolare attenzione al comparto vitivinicolo.
Particolare attenzione viene riservata anche alla gestione dell’acqua e alle attività di bonifica. La prossima stagione irrigua, secondo l’organizzazione, deve essere programmata senza ritardi, attraverso una definizione chiara dei costi per le imprese e degli investimenti necessari. CIA chiede inoltre di conoscere le risorse realmente disponibili per i consorzi, lo stato dei finanziamenti annunciati e le opere che potranno essere concretamente realizzate, indicando tempi certi.
Nel documento vengono affrontati anche altri aspetti decisivi per la competitività del settore: dalla regolarità dei pagamenti degli aiuti all’accesso al credito, dalla gestione dei rischi climatici alla riduzione degli adempimenti burocratici. Questioni che incidono sulla capacità delle aziende di affrontare le difficoltà e guardare ai prossimi anni con maggiore certezza.
Tra gli argomenti sottoposti ai candidati c’è infine la Politica agricola comune successiva al 2027. CIA sollecita una dotazione finanziaria adeguata e un quadro normativo stabile, condizioni ritenute fondamentali anche per favorire l’ingresso dei giovani nel settore, sia attraverso la creazione di nuove imprese sia mediante il subentro nelle aziende esistenti.
«A chi sarà eletto chiediamo di portare queste esigenze in Parlamento e di indicare quali iniziative intende assumere, con quali strumenti e in quali tempi. Il confronto ha valore se, dopo il voto, possiamo verificare che cosa è stato fatto», afferma il presidente di CIA Chieti-Pescara, Domenico Bomba.
L’organizzazione ha già programmato incontri con tutti e quattro i candidati per approfondire le proposte e illustrare le necessità del mondo agricolo provinciale. L’obiettivo è mantenere aperto il confronto anche dopo le elezioni, seguendo l’attività del parlamentare che rappresenterà il collegio e verificando gli eventuali impegni assunti.
«Ogni azienda agricola che chiude porta via al territorio lavoro, competenze e capacità produttiva. Chi coltiva e alleva nel Chietino deve poter vivere del proprio lavoro, investire e lasciare a chi viene dopo un’impresa che abbia un futuro. È su questo che chiediamo a tutti i candidati di misurarsi», conclude Bomba.
