Clima e dissesto idrogeologico, le giovanili del centrosinistra in piazza a Chieti: «La prevenzione non può aspettare»

Flash mob unitario per chiedere politiche concrete di tutela del territorio e una transizione ecologica giusta. Presenti rappresentanti delle organizzazioni giovanili abruzzesi, amministratori, Luciano D’Amico e il presidente del WWF Abruzzo Francesco Cerasoli.

«Il clima è rotto, ma noi cambiamo rotta». È questo lo slogan scelto dalle organizzazioni giovanili del centrosinistra abruzzese che si sono ritrovate oggi a Chieti per un flash mob dedicato alla crisi climatica, alla prevenzione del dissesto idrogeologico e alla necessità di accelerare la transizione ecologica.

L’iniziativa, promossa unitariamente da Unione Giovani di Sinistra, Giovani Democratici, Network Giovani e Giovani Europeisti Verdi, ha puntato i riflettori sulle emergenze ambientali che interessano l’Abruzzo: dalla siccità agli incendi estivi, fino all’erosione costiera e alla fragilità idrogeologica di diversi territori della regione.

Al centro della mobilitazione, la richiesta di superare una gestione delle emergenze basata sugli interventi successivi agli eventi calamitosi, puntando invece su prevenzione, pianificazione e politiche strutturali di adattamento ai cambiamenti climatici.

All’appuntamento hanno partecipato il coordinatore regionale dell’Unione Giovani di Sinistra, Alex Giaccio, il segretario regionale dei Giovani Democratici, Saverio Gileno, il sindaco di Chieti, Giovanni Legnini, altri amministratori e Luciano D’Amico, capogruppo dell’opposizione in Consiglio regionale e candidato del centrosinistra alle elezioni suppletive del 15 e 16 novembre 2026 per la Camera dei deputati. Presente anche Francesco Cerasoli, presidente del WWF Abruzzo.»

Proprio Cerasoli ha richiamato l’attenzione sui ritardi nella conversione ecologica del sistema energetico e produttivo e nella pianificazione del territorio.

«L’Italia, e l’Abruzzo con essa, è in colpevole ritardo sulla strada della conversione ecologica del proprio sistema energetico, produttivo e di pianificazione del territorio», ha dichiarato il presidente del WWF Abruzzo, sottolineando come gli effetti del riscaldamento globale siano sempre più evidenti attraverso siccità, alluvioni e incendi di vasta portata.

Per Cerasoli è necessario sostenere le richieste dei giovani e tradurle in interventi effettivi di mitigazione e adattamento climatico. «Si tratta di una questione esistenziale, per l’Abruzzo e per l’Italia intera», ha concluso.

Ad aprire gli interventi delle organizzazioni giovanili è stata Beatrice Centofanti, vice referente del Network Giovani Abruzzo, che ha posto l’accento sulla necessità di affrontare subito la crisi climatica, senza rinviare le decisioni alle generazioni future.

«Oggi a Chieti non abbiamo chiesto un favore, abbiamo preteso un diritto: il diritto al futuro», ha affermato, ricordando che, secondo i dati citati nel corso dell’iniziativa, durante l’estate sono andati in fumo in Abruzzo 2.532 ettari.

Centofanti ha ribadito la necessità di una transizione ecologica che sia anche socialmente equa: «La transizione ecologica deve essere immediata e giusta, unendo giustizia climatica e sociale».

Sulla stessa linea Annachiara Di Lorenzo, presidente regionale dei Giovani Democratici Abruzzo, che ha descritto una regione esposta agli effetti dell’aumento delle temperature, alla siccità che mette in difficoltà l’agricoltura, alla desertificazione e all’erosione delle coste.

«Di fronte a questo scenario, la politica delle passerelle e dell’emergenza non serve più a nulla», ha dichiarato Di Lorenzo, chiedendo interventi strutturali per affrontare gli eventi climatici estremi e riportare al centro dell’agenda politica la sicurezza delle comunità, la difesa del suolo e la tutela del patrimonio naturale.

Le criticità ambientali più vicine alla realtà locale sono state al centro dell’intervento di Francesca Avallone, referente di Chieti per l’Unione Giovani di Sinistra.

«Il clima non aspetta e noi nemmeno», ha sottolineato, richiamando gli incendi che hanno colpito i boschi del Morrone, il dissesto idrogeologico nel Chietino e il rogo che a Filippone è arrivato vicino alle abitazioni.

Situazioni diverse, ma accomunate dalla necessità di intervenire prima che le emergenze si trasformino in pericoli per le persone e per il territorio. «Eventi diversi, un’unica lezione: la prevenzione non può più aspettare», ha concluso Avallone.

A chiudere gli interventi è stata Daiana Della Loggia, dei Giovani Europeisti Verdi Abruzzo, che ha richiamato l’identità ambientale della regione, conosciuta come la «regione verde d’Europa» per il suo patrimonio di montagne, parchi e biodiversità.

«Ma possiamo davvero definirci verdi se non proteggiamo ciò che ci rende unici?», ha domandato, ricordando come incendi, siccità e ondate di calore stiano già mettendo alla prova la resilienza dei territori.

Il flash mob di Chieti si è concluso con un appello condiviso dalle quattro organizzazioni giovanili: mettere la tutela ambientale e la sicurezza del territorio al centro delle scelte politiche regionali.

Le richieste riguardano una maggiore attenzione alla prevenzione del dissesto idrogeologico, interventi per contrastare gli effetti della crisi climatica e un’accelerazione della transizione ecologica, coniugando sostenibilità ambientale e giustizia sociale.

Il messaggio dei giovani è netto: l’Abruzzo non può limitarsi a intervenire dopo incendi, alluvioni e altri eventi estremi. Servono programmazione, investimenti e decisioni concrete, perché la difesa del territorio e il diritto a un futuro sostenibile non possono più essere rimandati.

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