Trentadue progetti per rafforzare la sicurezza urbana attraverso la videosorveglianza. È questo il numero complessivo delle proposte presentate dai Comuni della provincia e valutate favorevolmente dal Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica nell’ambito della procedura prevista dal Decreto Interministeriale del 22 aprile 2026.
L’ultimo passaggio dell’istruttoria si è concluso con la firma del Prefetto di Chieti D’Agostino, che ha sottoscritto 13 nuovi Patti per la sicurezza urbana. I Comuni coinvolti sono Altino, Bucchianico, Casalincontrada, Castiglione Messer Marino, Gissi, Liscia, Palmoli, Pennapiedimonte, Pretoro, Ripa Teatina, Torino di Sangro, Villamagna e i Comuni dell’Unione dei Miracoli.
I progetti sono stati esaminati nel corso della riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, alla quale hanno partecipato il Questore di Chieti, dottor Marseglia, i Comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, colonnelli Pellegrino e Otranto, e la dirigente della Zona Telecomunicazioni della Polizia di Stato – Abruzzo, dottoressa Cecamore.
I nuovi progetti si aggiungono a quelli già esaminati dal Comitato nelle riunioni del 10, 18 e 30 settembre. Nelle precedenti sedute erano state valutate le proposte dei Comuni di Arielli, Monteodorisio, Palombaro, Pizzoferrato, Rapino, Scerni, Ari, Castelguidone, Carpineto Sinello, Civitaluparella, Guardiagrele, Guilmi, Montazzoli, Palena, San Salvo, San Vito Chietino, Schiavi d’Abruzzo, Tornareccio e Torrebruna.
Con il parere favorevole del Comitato e la sottoscrizione dei Patti da parte del Prefetto e dei sindaci, per i 32 progetti si apre ora la fase successiva dell’iter. La Prefettura provvederà infatti a trasmettere tutta la documentazione al Ministero dell’Interno, che dovrà predisporre la graduatoria nazionale per l’assegnazione dei finanziamenti.
Le risorse sono destinate alla realizzazione di sistemi di videosorveglianza nell’ambito dei Patti per l’attuazione della sicurezza urbana, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria.
I sistemi di videosorveglianza, ha evidenziato il Prefetto D’Agostino, rappresentano uno strumento utile non soltanto per la prevenzione e la repressione dei reati, ma anche per le attività investigative. Le immagini possono inoltre fornire un supporto nella ricerca di persone scomparse e negli interventi finalizzati alla tutela dell’ambiente.
Il prossimo passaggio sarà dunque la valutazione a livello nazionale, dalla quale dipenderà l’eventuale accesso dei Comuni alle risorse stanziate attraverso il decreto interministeriale del 22 aprile 2026.
