È arrivato in Tribunale per affrontare un passaggio decisivo della sua vicenda giudiziaria, ma prima ancora di entrare in aula è finito al centro di un nuovo caso. Un uomo di 73 anni è stato fermato ieri pomeriggio all’ingresso del palazzo di giustizia di Chieti dopo che, durante i controlli di sicurezza, è stato trovato in possesso di un coltello da cucina nascosto nella borsa.
A far scattare l’allarme sono stati i dispositivi installati al varco d’ingresso. L’uomo, che doveva assistere all’udienza del procedimento nel quale era imputato per autoriciclaggio, ha sottoposto i propri effetti personali al controllo previsto per chi accede al Tribunale. Sul monitor del metal detector, però, è comparsa un’anomalia. La successiva verifica della borsa ha permesso di individuare il coltello: un utensile lungo complessivamente circa 20 centimetri, con una lama appuntita di una decina di centimetri. La guardia giurata ha immediatamente bloccato il 73enne e richiesto l’intervento dei Carabinieri.
I militari, arrivati al palazzo di giustizia, hanno preso in consegna l’uomo e proceduto al sequestro del coltello. Per il 73enne è scattata quindi la denuncia.
L’episodio, tuttavia, non ha impedito lo svolgimento dell’udienza per la quale l’uomo si era presentato in Tribunale. Il procedimento per autoriciclaggio si è infatti concluso con una condanna particolarmente pesante. Il Tribunale di Chieti ha inflitto al 73enne tre anni di reclusione, accompagnati da una multa di 6mila euro. A pesare ulteriormente sul verdetto è stata anche la decisione di disporre la confisca per equivalente dei beni fino alla somma di 82mila euro.
Una giornata iniziata con un controllo di sicurezza e un coltello scoperto all’ingresso del palazzo di giustizia si è così conclusa con una nuova denuncia e con una condanna per la vicenda giudiziaria che aveva portato l’uomo davanti ai giudici.
