Oltre 250 fiaccole, ieri sera a Chieti, hanno sfilato per richiedere che si mettano in campo tutte le azioni per raggiungere la pace nel mondo. L’indignazione per i bombardamenti sui civili a Gaza, popolazione martoriata da sette mesi di massacri, si è espressa sia negli interventi che non hanno fatto sconti a Netanyahu, ed ai paesi occidentali che lo appoggiano, sia nel ricordare i nomi di alcuni dei circa 15 mila bambini uccisi scritti su striscioline di stoffa bianca e legati alle ringhiere alla Villa Comunale, davanti alla lapide che ricorda i martiri in Largo Martiri della libertà e davanti alla sede Comunale. “Se i corpi dei bambini uccisi fossero accostati l’uno all’altro si coprirebbe la distanza da Chieti a Bucchianico” – ha dichiarato uno dei componenti del gruppo “Cittadini per la Pace Chieti”. La volontà di riaffermare il dettato dell’art. 11 della Costituzione “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” ha sfilato in uno striscione offerto dall’ANPI, e appeso alla fine della fiaccolata davanti al Comune come era stabilito nell’Ordine del Giorno presentato da alcuni consiglieri ed approvato in Consiglio Comunale lo scorso 21 aprile. La preoccupazione per le 56 guerre in atto nel mondo rappresentate in un planisfero “Caoslandia” è stata palpabile così come per il riarmo e la strisciante militarizzazione nella società. Alcuni giovani che portavano una grande bandiera palestinese sono intervenuti per denunciare i meccanismi che determinano le guerre, il potere delle lobby e delle industrie delle armi. Durante il percorso, nelle soste, sono state lette poesie di bambini ed altri autori e testi di Terzani. Hanno sfilato le foto della “Pietà di Gaza”, donna palestinese che tiene in braccio il figlio ucciso avvolto in un lenzuolo bianco, uomini e donne che tenevano in braccio fagotti simboli dei bambini palestinesi uccisi. Gli organizzatori hanno dichiarato che questa Fiaccolata è uno degli eventi del percorso per riaffermare la volontà di Pace, per diventare “goccia a goccia oceano” ricordando che dalla provincia di Chieti è nata la Brigata partigiana Majella che ha contribuito alla liberazione dell’Italia.
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