Fare chiarezza sulle misure di sicurezza adottate nella zona rossa del quartiere Santa Maria e garantire adeguate forme di sostegno anche agli inquilini costretti a lasciare le proprie abitazioni. Sono le due questioni sollevate da Cristiano Sicari a margine del nuovo incontro organizzato dal sindaco con gli abitanti del quartiere, interessato dagli sgomberi legati alle criticità degli edifici.
Il primo nodo riguarda le valutazioni tecniche alla base dei provvedimenti di sgombero. Secondo quanto evidenziato da Sicari, tra le situazioni che richiedono ulteriori chiarimenti c’è quella di un condominio per il quale è stato notificato un preavviso di sgombero, pur non presentando, stando a quanto riferito, lesioni o problemi strutturali propri tali da comprometterne la stabilità.
L’edificio si trova tuttavia nelle vicinanze di un muro di cinta appartenente a una proprietà limitrofa, sul quale sarebbero presenti lesioni importanti. Da qui la richiesta di chiarire le ragioni delle misure prospettate e i criteri con cui è stato valutato il rischio.
La questione sollevata riguarda anche la gestione dell’area circostante. Se il timore è quello di un possibile crollo del muro, osserva Sicari, occorre spiegare perché la strada urbana adiacente, percorribile sia dai pedoni sia dai veicoli, non risulti interdetta al transito, mentre si prospetta lo sgombero dell’intero condominio.
Da qui la richiesta di rendere note le valutazioni tecniche che giustificano le decisioni e di verificare la possibilità di intervenire direttamente sulla messa in sicurezza del muro. L’obiettivo indicato è individuare le misure necessarie a proteggere i cittadini, evitando, laddove possibile e compatibilmente con le condizioni di rischio, di imporre a un intero condominio le conseguenze di uno sgombero.
Tra gli aspetti positivi viene invece segnalata la prossima apertura, presso il Genio Civile, di un ufficio di supporto ai cittadini da parte dell’Ufficio Ricostruzione. La struttura dovrebbe mettere a disposizione personale dedicato per aiutare i residenti a comprendere le ordinanze e i provvedimenti commissariali e a tradurli negli atti necessari.
L’assistenza riguarderà anche le diverse possibilità previste dalla normativa per il ristoro dei proprietari degli immobili coinvolti, in relazione alla destinazione dell’abitazione e alle opzioni disponibili dopo lo sgombero.
Proprio sul fronte degli indennizzi, tuttavia, Sicari richiama l’attenzione su una categoria che, a suo avviso, rischia di rimanere senza adeguate garanzie: gli inquilini.
Per i proprietari degli immobili interessati da sgomberi e demolizioni sono previste diverse forme di ristoro, in base alla destinazione dell’abitazione – prima o seconda casa – e alla soluzione scelta, tra ricostruzione, acquisto di una nuova unità immobiliare o monetizzazione riparativa.
Secondo quanto evidenziato da Sicari, non risulterebbe invece prevista una misura specifica equivalente per chi vive in affitto e si trova costretto a cercare una nuova sistemazione.
Una situazione che potrebbe avere conseguenze economiche rilevanti. L’aumento della domanda di abitazioni in locazione, determinato dagli sgomberi nel quartiere Santa Maria, rischia infatti di ripercuotersi sui canoni richiesti dal mercato. Gli inquilini che avevano stipulato contratti a condizioni economiche precedenti all’emergenza potrebbero quindi essere costretti a sostenere una spesa mensile più elevata per trovare una nuova casa.
Per questo Sicari propone di introdurre un sostegno economico destinato agli affittuari, attraverso il rimborso dell’eventuale differenza tra il canone precedentemente pagato e quello richiesto per la nuova abitazione, qualora più alto.
La misura, nelle intenzioni della proposta, consentirebbe di compensare almeno in parte i maggiori costi sostenuti da chi deve trasferirsi non per scelta personale, ma in conseguenza dei provvedimenti di sgombero.
La richiesta conclusiva è quella di affiancare agli interventi necessari per la sicurezza un sistema di sostegno capace di tenere conto delle diverse condizioni abitative delle persone coinvolte.
Da un lato, viene chiesto di chiarire le valutazioni alla base degli sgomberi e di verificare quali interventi possano garantire la sicurezza dell’area. Dall’altro, si sollecita l’introduzione di misure che non si limitino ai proprietari degli immobili, ma comprendano anche gli inquilini, esposti al rischio di maggiori spese per reperire una nuova abitazione.
Il tema, secondo Sicari, è quello di evitare che le conseguenze dell’emergenza ricadano in modo sproporzionato su chi, pur non essendo proprietario dell’immobile, è comunque costretto ad abbandonare la propria casa.
