Una serata costruita intorno alle parole, ma capace di andare oltre le pagine di un libro. Il 2 ottobre, nella suggestiva cornice del Chiostro del Convitto G.B. Vico di Chieti, si è svolta la presentazione di Sto pensando che…, libro d’esordio di Serena Milano, pubblicato da Edizioni IlViandante.
Un incontro partecipato e intenso, nel quale letteratura, musica e riflessione si sono alternate dando vita a un percorso attraverso alcuni dei temi centrali dell’opera: la paura, le ferite e i ricordi, l’amore e l’assenza, la ricerca della propria identità, la consapevolezza e, infine, la possibilità di ritrovare una luce anche dopo aver attraversato momenti di oscurità.
La serata si è sviluppata attraverso letture di alcuni testi rappresentativi del libro, accompagnate dagli interventi musicali del violino. Parole e musica hanno così scandito le diverse tappe del viaggio narrativo ed emotivo proposto dal libro, lasciando spazio anche a momenti di silenzio e ascolto.
Dopo i saluti istituzionali, l’incontro è stato introdotto e moderato da Silvia Elena Di Donato, docente e scrittrice, che ha guidato il pubblico nella lettura dei principali nuclei tematici dell’opera. Sono intervenuti inoltre Arturo Bernava, direttore del gruppo editoriale, e Cinzia Di Vincenzo, vicepresidente del Consiglio comunale.
Particolarmente significativo anche il contributo di Sabrina Di Fulvio, psicologa e psicoterapeuta dell’età evolutiva e adulta, che ha offerto una riflessione sul rapporto tra emozioni, memoria, identità e consapevolezza, temi che attraversano profondamente il libro.
Il cuore della serata è stato il dialogo tra Silvia Elena Di Donato e Serena Milano. L’autrice ha raccontato il proprio rapporto con la scrittura, nato molti anni prima dell’idea di una pubblicazione e diventato nel tempo uno strumento per conservare, comprendere e dare un nome alle emozioni.
«Per molto tempo ho scritto senza pensare che qualcuno avrebbe letto quelle pagine», ha raccontato Serena Milano. «Pubblicarle ha significato lasciarle andare e accettare che potessero assumere un significato diverso per ogni lettore. È forse questa la cosa più bella: quando una parola nata da un’esperienza personale riesce a diventare anche un po’ la storia di qualcun altro».
Un passaggio particolarmente sentito è stato dedicato ai giovani e alla difficoltà, soprattutto durante l’adolescenza, di sentirsi costantemente chiamati a definire chi si è e chi si vuole diventare.
Il messaggio emerso dal confronto è stato quello di concedersi il diritto di cambiare, di non avere immediatamente tutte le risposte e di imparare ad ascoltare ciò che si prova, senza lasciare che lo sguardo degli altri diventi l’unica misura della propria identità.
Sto pensando che… raccoglie poesie, brevi racconti e riflessioni nate in momenti differenti della vita dell’autrice. Testi originariamente privati che, attraverso la pubblicazione, diventano un invito al riconoscimento e alla condivisione: non tanto il racconto di una singola storia, quanto uno spazio nel quale ciascun lettore può ritrovare qualcosa di sé.
Anche il simbolo del sole, presente nel percorso del libro e nei segnalibri realizzati per l’occasione, ha assunto durante la serata un significato particolare. Non la promessa che il buio scompaia, ma il richiamo alla possibilità di continuare a cercare la propria luce anche quando sembra più difficile riconoscerla.
A chiudere l’incontro è stata la lettura di “Destino”, uno dei testi più rappresentativi della parte conclusiva del libro, seguita dalle note del violino. Una conclusione volutamente affidata alla parola e alla musica, senza ulteriori spiegazioni.
La presentazione ha così restituito pienamente lo spirito di Sto pensando che…: un viaggio che non pretende di offrire risposte definitive, ma invita ad ascoltarsi, riconoscersi e continuare a cercare.
Perché, come suggerisce il libro, perdersi può far parte del viaggio. Ciò che conta è non dimenticare del tutto la strada che ci riporta a noi stessi.

