Chieti, una storia d’amore del 1793 rivive in scena: le nozze proibite di Teresa De Almagro e Nicola Ciarrapico

Martedì 20 ottobre al Piccolo Teatro dello Scalo, l’Archivio di Stato di Chieti ricostruisce una vicenda realmente accaduta nel Settecento, tra sentimenti, autorità paterna e una battaglia giudiziaria. Una storia che richiama, per alcuni aspetti, le vicende dei Promessi Sposi.

Una storia d’amore ostacolata dalla famiglia, una scelta di ribellione e una vicenda giudiziaria destinata a lasciare traccia nei documenti d’archivio. È quella di Teresa De Almagro e Nicola Ciarrapico, protagonisti di una vicenda realmente accaduta nel 1793 e oggi riportata alla luce dall’Archivio di Stato di Chieti.

L’appuntamento è per martedì 20 ottobre 2026, alle 10.30, al Piccolo Teatro dello Scalo di Chieti Scalo, dove sarà presentato il progetto “23 luglio 1793: le nozze De Almagro-Ciarrapico, i promessi sposi d’Abruzzo”. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il Club per l’Unesco di Chieti, nell’ambito del Patto comunale per la lettura “Chieti città che legge”, con il contributo dell’Associazione culturale Il Canovaccio.

È il 1793 quando Teresa De Almagro e Nicola Ciarrapico decidono di sposarsi, nonostante l’opposizione del padre della giovane, Emanuele Lopez de Almagro, comandante della Piazzaforte di Pescara.

Di fronte al divieto paterno, i due innamorati scelgono di sfidare l’autorità familiare. Durante una messa in onore di San Cetteo, si scambiano pubblicamente il consenso matrimoniale, compiendo un gesto destinato a dare avvio a una vicenda complessa.

Dopo quell’episodio, Teresa trova rifugio in convento, mentre Nicola si dà alla fuga. La storia privata dei due giovani si trasforma così in una controversia giudiziaria che mette in evidenza il conflitto tra aspirazioni individuali, vincoli familiari e convenzioni sociali nella società di fine Settecento.

Una vicenda che, pur radicata nella storia abruzzese, presenta elementi capaci di parlare anche al pubblico contemporaneo: il desiderio di scegliere liberamente il proprio futuro e il confronto con un’autorità che tenta di imporre le proprie decisioni.

A restituire voce ai protagonisti saranno le carte processuali conservate dall’Archivio di Stato di Chieti, al centro di una lettura animata che trasformerà i documenti originali in un racconto teatrale.

Le testimonianze custodite nell’archivio permetteranno di ripercorrere gli avvenimenti e di avvicinare il pubblico alle persone e ai conflitti di un’epoca lontana, mostrando come i documenti storici possano restituire vicende umane di grande attualità.

Il richiamo ai Promessi Sposi nasce proprio dagli ostacoli che separano Teresa e Nicola dal loro progetto di vita comune. In questo caso, però, non si tratta di personaggi letterari, ma di due giovani realmente esistiti, la cui storia è rimasta per oltre due secoli tra le carte giudiziarie.

L’iniziativa si propone così di valorizzare il patrimonio documentario locale attraverso una modalità narrativa capace di coniugare ricerca storica, teatro e promozione della lettura, riportando alla luce una pagina poco conosciuta della memoria abruzzese.

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