Le storie dei neonati abbandonati e le forme di assistenza predisposte nell’Ottocento saranno al centro di un incontro in programma mercoledì 28 ottobre, dalle 17 alle 18.30, al Museo d’Arte Costantino Barbella di Chieti. L’occasione è la presentazione del volume Filius matris ignotae. Cura e gestione dell’infanzia abbandonata, scritto da Mariachiara Arbolino e Valerio Ivo Montanaro.
L’iniziativa rientra nel ciclo di appuntamenti promosso dall’Archivio di Stato di Chieti in collaborazione con il Club per l’Unesco di Chieti, nell’ambito del Patto comunale per la lettura “Chieti città che legge”.
Il libro affronta una pagina complessa della storia sociale ottocentesca, ricostruendo il sistema di cura e tutela riservato ai cosiddetti “esposti”, i bambini abbandonati. La ricerca parte dall’esame della normativa in vigore nel Regno di Napoli per concentrarsi progressivamente sull’Abruzzo Citeriore, utilizzando le fonti documentarie per ricostruire l’organizzazione dell’assistenza e le vicende individuali che emergono dagli archivi.
Uno sguardo che va oltre le disposizioni legislative e gli atti amministrativi per restituire concretezza alle storie delle persone. Attraverso lo studio delle “ruote” dei trovatelli, delle strutture istituzionali e dei singoli casi di abbandono, il volume approfondisce il rapporto tra povertà, maternità, assistenza e responsabilità pubblica, facendo emergere vicende spesso rimaste nascoste tra le carte.
Ad aprire l’incontro saranno i saluti di Raffaello Montanaro, presidente dell’Istituto Ricerche Storiche (IRIS), e di Cinzia Di Vincenzo, vicepresidente del Consiglio comunale di Chieti. L’introduzione e il coordinamento saranno affidati a Stefania Di Primio, funzionaria archivista dell’Archivio di Stato di Chieti.
La presentazione sarà anche un’occasione per riflettere sul valore delle fonti archivistiche, capaci di conservare testimonianze di vite dimenticate e di offrire una prospettiva storica sulle condizioni delle fasce più fragili della società.
