Il Tribunale di Chieti ha dichiarato il fallimento di Teateservizi, la partecipata del Comune che gestisce la riscossione dei tributi e i parcheggi a pagamento, e che aveva chiesto l’ammissione al concordato preventivo.
“Ad inizio mandato, immediatamente, come gruppo Azione Politica ci siamo mossi per salvare la Teate Servizi in tempi in cui non c’erano i vincoli del piano di riequilibrio – dice Serena Pompilio, capogruppo di Azione Politica. Un elaborato complesso e tecnico fatto gratuitamente da professionisti che si sono messi a disposizione. Inutile dire che sarebbe stato un inizio dal quale partire e sul quale non c’è mai stato un contraddittorio utile perché non lo hanno voluto. Un sindaco sordo che si è completamente disinteressato della partecipata principale della città con ripercussioni chiare sul dissesto essendo la cassaforte del comune. Un’amministrazione che si è attivata solo dopo la richiesta di fallimento attivata dalla Procura, revocando l’incarico all’allora amministratore solo un mese prima della scadenza puntando il dito senza intervenire preventivamente, spendendo circa 600 mila € per incarichi insensati ed aggravando la situazione deficitaria del comune. Un piano concordatario che non reggeva, che faceva acqua da tutte le parti, con spese insulse e provvedimenti contra legem. Un piano “non fattibile” e poco credibile sia per l’aggio che per la ricapitalizzazione a mezzo di un immobile non nella disponibilità del comune. Un piano concordatario bocciato non solo perché non credibile ma perché basato su presupposti completamente insulsi. Tutto non per salvare la società e garantire i lavoratori bensì per un apparire agli occhi della città come salvatori senza comprendere la pericolosità del divenire. Interventi dell’Anac e della Corte dei Conti non sono bastati ed ecco la comclusione. Mi aspetto che qualcuno risponda per lo scempi degli incarichi insulsi, per le decisioni scelllerate assunte, per le conseguenze per l’Ente e attendo di conoscere il Piano B sbandierato dal sindaco di cui nessuno ha contezza. Le dimissioni del sindaco mi sembrano doverose perché le scuse pubbliche non bastano più! Un fallimento conclamato non solo della Teate Servizi ma di un’intera classe politica impreparata che deve andare a casa!”
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