Nella mattinata del 3 ottobre, presso il piazzale “Chiaffredo Bergia” situato all’interno della Villa Comunale di Chieti (inaugurato nel novembre dello scorso anno), si è svolta in forma solenne la cerimonia di commemorazione del Capitano Chiaffredo Bergia, in occasione della ricorrenza del conferimento della sua terza Medaglia al Valor Militare.
La cerimonia è stata presieduta dal Comandante della Legione Carabinieri “Abruzzo e Molise”, Generale di Brigata Gianluca Feroce, con la partecipazione del Comandante Provinciale di Chieti, Colonnello Mario Pellegrino, di Ufficiali della sede, del Comandante della Stazione Carabinieri Chieti Principale e dei rappresentanti locali dell’Associazione Nazionale Carabinieri.
Nato a Paesana (CN) il 1° gennaio 1840 ed arruolatosi nell’Arma nel dicembre 1860, Chiaffredo Bergia è ricordato come uno dei Carabinieri più decorati della storia, insignito di una Medaglia d’Oro, tre d’Argento e due di Bronzo al Valor Militare. Durante il servizio in Abruzzo (nelle stazioni di Scanno, Campotosto e San Buono), Bergia fu un protagonista di primo piano nella lotta al brigantaggio all’indomani dell’Unità d’Italia: infatti, nelle campagne romane e negli Abruzzi imperversavano numerose bande di briganti capitanate da personaggi, noti per la loro spietatezza, che terrorizzavano la popolazione locale. Il suo coraggio non comune e l’astuzia tattica lo resero presto un personaggio temuto assurgendo a vero e proprio antesignano dei “servizi sotto copertura”. “Il suo fu un vero lavoro di intelligence”, ricorda il Generale Feroce: infatti, per rendere più efficaci le indagini contro il brigantaggio, Chiaffredo Bergia era solito travestirsi da pastore o contadino, oppure, nell’aquilano, operava frequentemente indossando l’abito di una suora di clausura per non destare sospetti ed effettuare arresti a sorpresa. Tante furono le imprese che riuscì a portare a termine, tra cui si ricorda quella del 29 luglio 1871 allorquando catturò – all’esito di un violento conflitto a fuoco sulle montagne tra Barrea e Castel di Sangro – il famigerato brigante di Roccaraso Croce di Tola, detto “Crocitto”, considerato all’epoca uno dei criminali più ricercati d’Italia poiché destinatario di oltre cinquanta ordini di cattura e sulla cui testa pendeva una taglia di 3 mila lire per chi l’avesse consegnato alla giustizia, vivo o morto.
Promosso nel corso della carriera sino al grado di Capitano e deceduto il 2 febbraio 1892, Bergia rimane un punto di riferimento per l’Arma, che gli ha intitolato numerose caserme tra cui quelle di Chieti, Torino e Bari.
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