Un’iniziativa di solidarietà a favore del piccolo Eitan, unico sopravvissuto alla tragedia delle funivia del Mottarone: a sollecitarla è l’avvocato Federico Gallucci, un passato da amministratore comunale e presidente dell’associazione culturale La Gente d’Abruzzo, con una lettera inviata al sindaco di Cheti Diego Ferrara e per conoscenza all’assessore alla pubblica istruzione Anna Teresa Giammarino e alla capogruppo di Fratelli d’Italia Carla Di Biase. “Da diversi giorni l’attenzione di tutti è rivolta alla incredibile storia della funivia del Mottarone ed in particolare alla sorte del piccolo EITAN, unico sopravvissuto e testimone di una tragedia che ha vissuto in prima persona – scrive Gallucci. Credo che per ognuno di noi sia impossibile non pensare al crudele gioco del destino che ha determinato questa sciagura, alla spensieratezza di chi in quel giorno voleva incontrare le bellezze della natura e invece ha trovato la morte, all’eroico gesto di quel meraviglioso papà che ha fatto scudo al suo piccolo e contemporaneamente al dramma che in quella manciata di secondi deve aver vissuto nella terribile scelta di abbracciarne uno soltanto perché magari l’altro gli era sfuggito o forse si trovava dall’altro lato di quella maledetta cabina. L’Italia intera sta seguendo in queste ore, con la motivata apprensione, il risveglio del piccolo Eitan (…ha soltanto un anno in meno della mia Mariasole…) che chiederà della sua mamma… e purtroppo non la troverà più accanto a lui…. come il suo papà o il suo fratellino. Sono stato, per diversi anni, modestissimo amministratore della città che hai l’onore di rappresentare come primo cittadino e facendo appello alla tua proverbiale sensibilità ti confesso che mi sono determinato a scriverti per significarti che mi sentirei onorato se anche la mia Chieti assumesse, con la delicatezza ed il rispetto dovuti, per prima in quella che mi auguro presto diventerà una gara nazionale di solidarietà, un gesto tangibile e simbolico dedicato ad Eitan. Un gesto tangibile, qualsiasi sia la sua misura, per alleviare le necessità che presto si faranno sentire per consentire il suo lungo percorso agli studi, piuttosto che per sostenere i costi dei professionisti che saranno chiamati a dare battaglia per avere giustizia o più semplicemente per contribuire alle sue quotidiane necessità di vita. Un gesto simbolico, magari rappresentato dalle letterine o dai disegni che potrebbero fare i bimbi delle nostre scuole, con la purezza di spirito e l’amore spontaneo di cui essi sanno essere adamantini interpreti, per un abbraccio ideale ed un augurio di guarire presto e ritrovare la serenità che merita”.
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