Le idee per migliorare un’organizzazione nascono anche dall’esperienza quotidiana di chi, ogni giorno, contribuisce al suo funzionamento. Parte da questa consapevolezza “Ud’Ascoltami”, il nuovo progetto promosso dall’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, su impulso dell’Area Risorse Umane, per creare un canale digitale di ascolto permanente dedicato al personale dell’Ateneo. L’iniziativa si rivolge a docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo, chiamati a condividere osservazioni, esigenze, buone pratiche e proposte maturate attraverso la propria esperienza professionale. Un percorso pensato per valorizzare il contributo di chi vive quotidianamente la realtà universitaria e può offrire indicazioni preziose per individuare criticità e opportunità di crescita.
Dalla semplificazione delle procedure alla digitalizzazione dei processi, dal coordinamento tra le diverse strutture ai temi dell’inclusione e del benessere lavorativo, “Ud’Ascoltami” punta a far emergere bisogni e suggerimenti concreti, favorendo anche la condivisione di soluzioni efficaci già sperimentate nei diversi ambiti dell’organizzazione.
«Chi lavora quotidianamente nell’Ateneo possiede un patrimonio di conoscenze fondamentale per comprendere come funziona la nostra organizzazione – spiega Valentina Albertazzi, Dirigente dell’Area Risorse Umane -. Con Ud’Ascoltami vogliamo valorizzare questo patrimonio, raccogliendo informazioni che ci aiutino a leggere con maggiore precisione le esigenze delle diverse strutture e a individuare le priorità di intervento. I contributi – prosegue la Dottoressa Albertazzi – saranno analizzati e restituiti in forma aggregata, per offrire una base conoscitiva sempre più solida a supporto delle decisioni organizzative. È un ulteriore passo – conclude la Dottoressa Valentina Albertazzi – verso un Ateneo capace di apprendere dall’esperienza delle proprie persone e di tradurre questa conoscenza in opportunità di miglioramento, a beneficio dell’intera comunità universitaria».
Con questo progetto, la “d’Annunzio” punta dunque a rafforzare il dialogo interno e a rendere il personale parte attiva dei processi di innovazione e miglioramento. Un modo per trasformare l’ascolto in uno strumento concreto di partecipazione, capace di mettere al centro le persone e il loro contributo alla crescita dell’istituzione.
