Rapino tende la mano all’Ucraina: al via il progetto per accogliere 15 bambini

Il Comune abruzzese punta ad accogliere 15 minori durante l’inverno, offrendo loro un luogo sicuro e la possibilità di frequentare la scuola. Dopo il patto di amicizia con Sarny e Balakliia, l’appello alla generosità di cittadini, imprese e comunità abruzzesi nel mondo.

Quindici bambini, quindici storie segnate dalla guerra e un progetto che vuole trasformare la solidarietà in un aiuto concreto. È l’iniziativa a cui sta lavorando il Comune di Rapino, piccolo centro abruzzese ai piedi della Maiella, con l’obiettivo di accogliere circa 15 bambini ucraini durante il periodo invernale, garantendo loro un ambiente sicuro, la possibilità di frequentare temporaneamente le scuole del territorio e un’occasione di serenità lontano dalle difficoltà del conflitto. Per rendere possibile il progetto servono circa 25.000 euro. Una cifra che l’amministrazione comunale intende raccogliere attraverso un appello rivolto alle istituzioni, alle associazioni, agli imprenditori, ai cittadini e, in particolare, alle comunità abruzzesi emigrate all’estero.

L’iniziativa si inserisce in un percorso di cooperazione internazionale avviato da Rapino in occasione della Ukraine Recovery Conference 2026, svoltasi a Danzica, in Polonia, il 25 e 26 giugno. In quella circostanza, il Comune ha avviato rapporti istituzionali con le comunità ucraine di Sarny e Balakliia, sottoscrivendo lettere d’intenti per promuovere collaborazioni nei settori della cultura, dell’istruzione, degli scambi giovanili e della solidarietà. Un percorso che ha trovato un momento significativo l’8 agosto scorso, quando, in occasione della tradizionale Festa dell’Emigrante, Rapino ha ospitato i sindaci delle due città ucraine per la sottoscrizione di un patto di amicizia.

Un accordo che non vuole rimanere soltanto una dichiarazione d’intenti, ma tradursi in iniziative capaci di rispondere ai bisogni delle popolazioni colpite dalla guerra. Tra le esigenze emerse, particolare attenzione è stata riservata alla tutela dei più piccoli e alla necessità di offrire loro un luogo protetto durante i mesi invernali.

Il progetto prevede che il Comune individui una struttura comunale disponibile e valuti la possibilità di ricorrere ad abitazioni in affitto per ospitare circa 15 minori ucraini. Accanto all’accoglienza, un ruolo centrale sarà affidato all’inserimento temporaneo nelle scuole del territorio. L’obiettivo è garantire ai bambini non soltanto un riparo, ma anche la continuità educativa, occasioni di socializzazione e un’esperienza di incontro con la comunità locale.

Per i piccoli ospiti, il soggiorno potrebbe rappresentare una parentesi di normalità in un contesto segnato dall’incertezza. Per Rapino, invece, sarebbe l’occasione di dare un significato concreto ai valori dell’accoglienza, dell’amicizia e della cooperazione tra popoli. A sostenere il percorso sono l’Associazione Gioia di Pescara, con Piero Natale e Nataliya Nevalenna, e l’associazione Friends of Ukraine, con Dasha Kalimon. Una collaborazione che punta a mettere in rete competenze, disponibilità e relazioni per accompagnare la realizzazione dell’iniziativa.

La solidarietà, per diventare realtà, ha bisogno anche di risorse. Il costo stimato per realizzare il progetto è di circa 25.000 euro, fondi che attualmente non risultano disponibili nel bilancio comunale per questa specifica iniziativa. Da qui l’appello alla generosità del territorio e delle comunità abruzzesi nel mondo. Il sostegno richiesto è rivolto a enti pubblici, associazioni culturali, imprese, cittadini e corregionali che vivono in Italia e all’estero, dal Canada agli Stati Uniti, dall’Argentina all’Australia. Un invito a trasformare il legame con la propria terra d’origine in un gesto concreto di vicinanza a chi sta vivendo le conseguenze della guerra. Anche un contributo contenuto, sommato a quello di tanti altri, può concorrere al raggiungimento dell’obiettivo.

Le modalità ufficiali per effettuare eventuali donazioni dovranno essere comunicate dagli organizzatori. Per informazioni sul progetto è possibile rivolgersi al Comune di Rapino, all’Associazione Gioia di Pescara e all’associazione Friends of Ukraine.

L’iniziativa di Rapino testimonia come anche una piccola comunità possa attivarsi per costruire relazioni internazionali e promuovere interventi umanitari. La ricostruzione dell’Ucraina, infatti, non riguarda soltanto edifici, strade e infrastrutture: passa anche dalla protezione dei bambini, dalla continuità dell’istruzione e dalla possibilità di guardare al futuro con maggiore fiducia. Il progetto è ancora in fase di organizzazione e la raccolta delle risorse necessarie rappresenta un passaggio decisivo per renderlo operativo. Ma l’intenzione è chiara: fare in modo che il patto di amicizia con le città ucraine si traduca in un’esperienza concreta di accoglienza. Quindici bambini significano quindici vite da proteggere, quindici famiglie da sostenere e quindici possibilità di ritrovare, almeno per un periodo, la tranquillità che la guerra ha messo a rischio.

Rapino lancia così il suo messaggio di solidarietà: anche un piccolo paese può fare la differenza, quando una comunità decide di aprire le proprie porte e di trasformare la vicinanza in un aiuto reale.

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