Omnia Artis torna al Museo Barbella: il Barocco teatino incontra l’arte contemporanea e la letteratura

Sabato 24 ottobre, alle ore 11, il secondo appuntamento della rassegna promossa da ArteMind, con il patrocinio del Comune di Chieti e la direzione scientifica di Angela Rossi. In programma una conferenza su Spinelli e Gianni, la mostra di Kaminarì, la presentazione del romanzo Burger Queen e un intervento musicale a cura della Music &Art International Academy.

Un dialogo tra epoche, linguaggi e sensibilità artistiche, nel segno della valorizzazione del patrimonio culturale e della riflessione sul presente. È questo lo spirito del secondo appuntamento di Omnia Artis, la rassegna culturale organizzata da ArteMind, con il patrocinio del Comune di Chieti e la direzione scientifica di Angela Rossi, in programma sabato 24 ottobre, alle ore 11, al Museo Barbella. Il progetto nasce dalla volontà di mettere in relazione le diverse espressioni della creatività, dalla pittura alla scultura, dalla scrittura alla musica, fino alla recitazione e alla letteratura. Una visione che richiama il pensiero di Umberto Eco, secondo cui l’opera d’arte è «un messaggio fondamentalmente ambiguo», capace di racchiudere una pluralità di significati. Una molteplicità di interpretazioni che Omnia Artis intende esplorare attraverso incontri, mostre, presentazioni editoriali e momenti musicali.

Ad aprire il programma sarà la conferenza di Angela Rossi nello spazio Abruzzart, dedicato all’arte abruzzese. Al centro dell’incontro, due figure fondamentali del Barocco in Abruzzo: Giovanni Battista Spinelli e Giovan Battista Gianni, artisti diversi per provenienza e formazione, ma accomunati dal contributo decisivo dato alla cultura figurativa e architettonica di Chieti. Nato a Chieti nel 1613 e morto a Ortona nel 1658, Spinelli fu un pittore inquieto e originale, formatosi a Napoli alla scuola di Battistello Caracciolo e Massimo Stanzione. Raffinato disegnatore e collezionista di stampe nordiche, venne riscoperto nel Novecento da Roberto Longhi. La sua produzione comprende opere di rilievo come l’Incoronazione di Maria di Ortona, dipinti conservati agli Uffizi e alla National Gallery di Londra, oltre a tele presenti in importanti chiese teatine, tra cui Santa Chiara e San Francesco al Corso.

Accanto a lui, la conferenza approfondirà la figura di Giovan Battista Gianni, architetto di origine lombarda formatosi a Roma nell’ambiente artistico segnato dalle esperienze di Bernini e Borromini. Giunto in Abruzzo nel 1685, contribuì a definire il volto barocco della città attraverso interventi che ancora oggi caratterizzano alcuni dei suoi luoghi più significativi: dalla chiesa di San Domenico, già Sant’Anna degli Scolopi, all’Oratorio del Sacro Monte dei Morti in Cattedrale, fino alla chiesa di San Gaetano e a San Francesco al Corso.

Due percorsi differenti, dunque, che si incontrano nella storia artistica di Chieti e testimoniano la capacità del territorio di accogliere e reinterpretare le grandi correnti culturali europee. «Due stranieri in patria», li definisce Angela Rossi: Spinelli, abruzzese, costretto a guardare a Napoli per affermarsi artisticamente; Gianni, lombardo, arrivato a Chieti per lasciare un’impronta profonda nella sua architettura. «Senza di loro, Chieti non sarebbe barocca», sottolinea la direttrice scientifica della rassegna.

La conferenza sarà accompagnata dalla proiezione di immagini inedite e da confronti con il Barocco romano e napoletano, nell’ambito di un percorso di riscoperta e valorizzazione del patrimonio storico-artistico teatino. Dalla riscoperta dei maestri del passato lo sguardo si sposterà sull’arte contemporanea con l’inaugurazione della mostra di Nicolò Colombaro, in arte Kaminarì, visitabile al Museo Barbella dal 24 al 31 ottobre. La ricerca dell’artista si configura come una forma di arte sociale, caratterizzata da una critica incisiva ai modelli, ai riti e alle abitudini della società contemporanea. Al centro della sua riflessione si collocano il potere della tecnologia, il dominio di Internet e l’affermazione dell’intelligenza artificiale, fenomeni che trasformano profondamente il rapporto tra individuo, realtà e sistemi di comunicazione. Le opere di Kaminarì non si limitano a osservare il presente, ma ne indagano le contraddizioni, mettendo in discussione le certezze di un mondo sempre più condizionato dagli strumenti tecnologici. Una ricerca che invita il pubblico a interrogarsi sui rischi di una società nella quale il progresso, se privo di consapevolezza e responsabilità, può arrivare a compromettere gli stessi equilibri della realtà umana e sociale.

La letteratura sarà protagonista con la presentazione di Burger Queen, il libro di Flavio Dall’Amico. A dialogare con l’opera saranno Susanna Nuzzolese e Marco Di Matteo, che leggeranno alcuni brani scelti, offrendo al pubblico un assaggio delle atmosfere e dei personaggi del romanzo. Originario di Thiene, poeta e scrittore, Dall’Amico ha ottenuto numerosi riconoscimenti in concorsi letterari nazionali. Nel corso della sua attività ha pubblicato diverse raccolte poetiche, tra cui Piccolissime soste durante il cammino (2010), Poesie moderne (2012), Carrozze di vento (2019), La Terra, gli Uomini, Dio (2021), Luminescenza (2024) e Poesinèsia (2025), oltre ai romanzi Sequenze di vita fragile (2014), Finalmente! (2016), Maracaibo (2020) e Parole, Opere e Omissioni (2022).

Con Burger Queen, l’autore racconta una provincia italiana che attraversa le trasformazioni sociali con ritardo, spesso filtrandole attraverso una comunicazione frammentata e distorta. Il romanzo prende le mosse da un locale sorto sulle ceneri di un vecchio bar, luogo simbolico che per decenni ha raccolto le storie, le speranze e le inquietudini di intere generazioni. Sullo sfondo di una pianura del Nord Italia, passata da una dimensione prevalentemente agricola a una realtà piccolo-industriale, si intrecciano le vicende di tre amici: Aldo, il cui vero nome è Araldo, Dino, all’anagrafe Odino, e Alfredo. Le loro esistenze si sviluppano tra le sale fumose del bar e le notti trascorse al Jump, una discoteca dalle linee futuriste sorta nel paesaggio della pianura. Amori, matrimoni, figli e scelte di vita sembrano delineare percorsi ordinari, ma il passato continua a riaffiorare sotto forma di incubi e conflitti irrisolti. Per Aldo e Dino, le apparenti certezze della vita adulta vengono scosse da vicende precedenti; Alfredo, invece, affronta un tormentato percorso interiore che lo conduce verso il sacerdozio, diviso tra l’amore per una donna e la tensione spirituale verso l’Assoluto. Attraverso le storie dei tre protagonisti, Burger Queen restituisce il ritratto di un’Italia periferica, sospesa tra memoria e cambiamento, nella quale le trasformazioni collettive si riflettono nelle fragilità individuali e nelle scelte più intime.

A coronamento della manifestazione è previsto un intervento musicale a cura della Music &Art International Academy del maestro Giuliano Mazzoccante, che aggiungerà un’ulteriore dimensione espressiva a una mattinata pensata come incontro tra arti e discipline differenti.

Il secondo appuntamento di Omnia Artis conferma così la vocazione della rassegna: costruire occasioni di confronto tra patrimonio storico, sperimentazione contemporanea e produzione letteraria, offrendo al pubblico strumenti per leggere tanto le radici culturali del territorio quanto le trasformazioni del mondo attuale. L’appuntamento è per sabato 24 ottobre, alle ore 11, al Museo Barbella di Chieti. L’ingresso è libero.

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