La valorizzazione dei giovani talenti e il dialogo virtuoso con le realtà più importanti del territorio sono ritornati protagonisti al Teatro Marrucino di Chieti, che sabato scorso ha ospitato nel suo iconico Foyer i Giovani artisti in concerto, evento dedicato alle nuove promesse del panorama musicale abruzzese. Protagonisti della serata giovani concertisti talentuosi e accuratamente selezionati all’interno del Conservatorio di musica “L’. D’Annunzio” di Pescara, con carriere prestigiose all’attivo ed in grado di unire l’energia e la sensibilità giovanili pur nel profondo amore al repertorio tradizionale, in linea dunque al desiderio di tradizione e innovazione che da molti anni ormai permea la programmazione del meraviglioso teatro teatino.
Un connubio vissuto in profondità dal ventenne Denny Costantini, pianista dal temperamento austero ma in grado di infondere nella propria interpretazione un profondo trasporto emotivo. La sua esecuzione è specchio di un artista totalmente rapito dalla bellezza del brano, il Carnaval di Robert Schumann, riportando alla vita con il suo tocco preciso e consapevole, a tratti delicato e penetrante, la dimensione artistica e spirituale del suo autore che nella meravigliosa opera emerge in tutta la sua ricchezza e complessità: dal Préambule, quasi maestoso, si susseguono in modo naturale e mai banale, i vari movimenti (Pierrot, Arlequin, Valse noble, Eusebius, Florestan, Coquette, Replique, Sphinxes, Papillons, A.S.C.H.-S.C.H.A. Lettres dansantes, Chiarina, Chopin, Estrella, Reconnaisance, Pantalon Et Colombine, Valse Allemande, Intermezzo: Paganini, Aveu, Promenade, Pause) in un susseguirsi bizzarro e fantastico di maschere, che alternando nostalgia, dinamismo, estrosità, eleganza, sogno e l’ardenza, a momenti più delicati e sognanti, giungono alla festosa e tumultuosa Marche des Davidsbündler” contre les Philistins, festosa e piena di vitalità, a conclusione di un affresco sonoro simbolo delle molteplicità sfaccettature umane ed affascinante emblema dell’anima romantica.
Ma se Costantini riafferma ancora la bellezza e l’attualità del repertorio tradizionale, infondendo il suo fervore giovanile nel mondo schumaniano, il Quartetto di sassofoni del Conservatorio di Pescara si orienta maggiormente verso il presente, volgendo gli sguardi verso orizzonti musicali più ampi e contemporanei e ricordando al pubblico rapito il posto che lo strumento ha saputo conquistare nella storia della musica. Con l’esecuzione di opere di Bizet, Roberto Di Marino, Albeniz e delle colonne sonore orientali, eclettismo e calore sonoro delineano un universo di possibilità espressive, di cui il quartetto esplora alcune sfaccettature, mettendo in luce la sensibilità interpretativa e la profonda intesa tra i suoi componenti. La bravissima Federica Giusti, (sax soprano), Carmine Santoriello (sax contralto), profondo e coinvolto come il suo compagno Riccardo Giannascoli (sax baritono), e il carismatico Francesco Del Vecchio (sax tenore), hanno dominato la seconda parte della serata da solisti che hanno saputo trovare un punto di incontro vincente grazie alla loro professionalità e al comune amore per lo strumento, del quale hanno evidenziato la capacità di avvicinare generazioni e sensibilità diverse, ma soprattutto di rendere la musica classica un autentico ponte tra passato e futuro, suscitando l’entusiasmo finale del pubblico.
