L’Associazione Culturale Teate Nostra, in collaborazione con il Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali e con il Dipartimento di Studi Socio-Economici Gestionali e Statistici dell’Università G. D’Annunzio Chieti- Pescara, organizza il ciclo di conferenze “Chieti prima di Chieti- L’Abruzzo intellettuale”.
Da mercoledì 8 aprile fino a mercoledì 3 giugno 2026 gli incontri si svolgono presso l’ Auditorium V. Cianfarani al Museo Archeologico La Civitella.
Mercoledì 13 maggio 2026 alle ore 17,30, dodicesimo appuntamento dal titolo “Gennaro Finamore nel contesto intellettuale tardo ottocento”. Interverranno due relatrici: Lia Giancristofaro e Fabiana Dimpflemier.
Lia Giancristofaro, DEA EHESS, Parigi, e PhD Chieti-Pescara, è professoressa Associata di Antropologia Culturale presso l’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara dove insegna Antropologia culturale, Antropologia Sociale e Antropologia dei processi di patrimonializzazione, con particolare attenzione per i fenomeni folcloristici e la resistenza di gruppi specifici al dominio socioculturale. Tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo Populisme et polarisation, Parigi2023, An Innocent Catharsis, Michigan University 2024, e The Landscape of uncertainty, San Diego 2025.
Fabiana Dimpflmeier (PhD La Sapienza Università di Roma) è ricercatrice presso l’Università di Chieti-Pescara dove insegna Antropologia Cullturale e Antropologia Storica. Coordinatrice editoriale di “Lares” e della “Rivista di antropologia contemporanea”, si occupa di Storia dell’ antropologia e del folklore italiani e britannici, con particolare attenzione ai processi di costruzione della conoscenza antropologica nel periodo tardo ottocentesco e fascista. Tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo Folklore, razza ,fascismo(ed.2023) e The Fabrics of Antropological Knowledge (ed.con H.Birkalan-Gedik, 2025)
Gennaro Finamore (Gessopalena 11 agosto 1836- Lanciano 9 luglio 1923), medico, insegnante, dialettologo e folklorista, è stata una figura di spicco nel panorama intellettuale abruzzese della seconda metà dell’ottocento. Precursore della demoetnoantropologia italiana, operò mantenendo sempre al centro delle sue riflessioni la natia terra abruzzese, le sue genti e le sue tradizioni, che ebbe il merito di sondare con approccio interdisciplinare e di portare all’attenzione dei principali studiosi di tradizioni popolari, italiani e stranieri, traghettandola al centro della riflessione folkloristica dell’epoca.
La serata si conclude con due brani scritti da Gennaro Finamore eseguiti dal Coro “Gruppo Folcloristico Teatino” diretto dal m° Gianluca Moresco.
Ingresso libero. L’evento è inserito nel programma del Maggio Teatino 2026
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